SHOCK IN PINK ROOM

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SHOCK IN PINK ROOM

Shock in Pink Room 202 è la camera dalle campiture rosa shocking dedicata alla leggendaria creatrice di moda Elsa Schiaparelli.

La stanza, allestita dallo scenografo Mauro Tinti, rende un ironico omaggio all’universo surrealista della Schiaparelli: grandi campiture rosa shocking, scritte da decifrare con l’aiuto di uno specchio, armadi con abiti trompe-l’oeil, aragoste arrampicati sulle pareti e una gabbia dorata che racchiude un prezioso cimelio vintage, il celebre profumo Shocking, il cui flacone a forma di donna riproduce le curve voluttuose di Mae West.
La scelta del numero 202 non è casuale, la somma di 2+2 dà 4, il numero considerato portafortuna dalla stilista (la sua boutique si trovava al 22 di Place Vendôme e la sua casa al 112 di Rue de Berri a Parigi).

La camera è stata realizzata in collaborazione con Biografilm Festival, che nel 2011 ha dedicato un focus a Elsa Schiaparelli per ripercorrere la vita e la carriera della grande fashion designer attraverso testimonianze, immagini, documenti inediti e l’autobiografia "Shocking Life".
Biografilm Festival ha invitato Marisa Berenson, nipote di Elsa Schiaparelli a raccontare, in un incontro pubblico, il lato più privato della stilista italo-francese. L’attrice e modella, musa di Kubrick, ha inaugurato la Shock in Pink Room il giorno 11 giugno 2011.

Un’aragosta sul vestito, una scarpa come cappello, una giacca con tasche a forma di cassetto, la carambola delle zip, l’invenzione di un nuovo colore: il rosa shocking. Le creazioni di Elsa Schiaparelli hanno rivoluzionato la moda nei primi decenni del XX secolo, reinventandone modalità e significati, validi ancora oggi: provocazione e sensualità, gioco ed eleganza, calcolata aggressività e divertissement seduttivo sono infatti i tratti distintivi del suo innovativo e spregiudicato linguaggio. Le collaborazioni con artisti del calibro di Salvador Dalì, Jean Cocteau e Alberto Giacometti hanno fatto il resto, dirottando le stravaganze verso orizzonti leggendari, carichi – per la prima volta nella storia – del virus della leggerezza. La vita di Elsa Schiaparelli è essa stessa un formidabile esempio di self-made woman ante litteram nella Parigi a cavallo delle due guerre mondiali. Fuggita dall’asfittica borghesia romana, approdata nella capitale della haute couture, la colta artista finì per soggiogare col suo gusto persino la Hollywood dell’epoca, innescando una rivalità leggendaria con l’inventrice del bon ton, Coco Chanel. D’altronde per Elsa la moda era tutto; come amava ripetere lei, provocatoria e intransigente: “Mai adattare l’abito al corpo, ma lavorare sul corpo perché si adatti all’abito”. (Paola Goretti e Mauro Tinti, curatori del Focus).

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