Ricordi di Viaggio
20 – 30 0ttobre 2010
La mostra raccoglie un grande numero di etichette da viaggio ed una varietà di oggetti, quali bauli, cappelliere e poster, che testimoniano come il viaggiare fosse nei primi anni del novecento un simbolo d’appartenenza ad un ceto sociale d’elite.
Gli alberghi, per sottolineare l’alto privilegio di chi poteva viaggiare e soggiornare nelle loro camere, facevano applicare dal personale dell’hotel, al momento della partenza del turista, le etichette da viaggio sui bagagli, a ricordo della vacanza e, soprattutto, dell’albergo. Le etichette avevano perciò una valenza informativa e di propaganda turistica. Alla fine dell’Ottocento il turismo era un fenomeno d’elite, a poche persone era consentito viaggiare: si trattava di nobili, ricchi borghesi, attrici o persone che si muovevano per lavoro. Quindi, che le etichette rappresentassero uno status symbol da mostrare con vanità sulle valigie è un dato di fatto. Esse da sole raccontavano gli spostamenti verso luoghi più o meno esotici e, considerando che il turismo di massa italiano è un fenomeno che inizia negli anni ’60 del Novecento, questa data coincide con la fine dell’applicazione delle etichette, che oramai non avevano più ragione d’esistere. Le più pregiate erano frutto di una grafica accurata, disegnate dai migliori illustratori dell’epoca; le più originali, a colori vivaci, vennero stampate tra gli anni 1919 e 1925, Successivamente la produzione tenderà a privilegiare il nome dell’albergo e della località. Quadrate o rettangolari, ovali o rotonde, stampate su carta fine, in cromolitografia, raffiguravano un monumento o anche un albergo con sullo sfondo una veduta della località turistica.
Le etichette, per la prima volta esposte in pubblico, appartengono al collezionista romano Alberto Ravaglioli.




